Il diritto all'immagine e alla privacy in Italia
Il diritto alla propria immagine è tutelato dall'art. 10 del Codice Civile e dalla Legge n. 633/1941 sul diritto d'autore. In termini semplici: chiunque ha il diritto di controllare come e dove viene diffusa la propria immagine. Pubblicare la foto di una persona senza il suo consenso — anche se la foto è stata scattata in un luogo pubblico — può costituire un illecito civile e, nei casi più gravi, anche un reato.
A questo si aggiunge la tutela garantita dal GDPR (Regolamento UE 2016/679), che considera i dati personali — incluse le immagini delle persone fisiche — come beni giuridici da proteggere. Il Garante per la protezione dei dati personali può intervenire su segnalazione per imporre la rimozione di contenuti illeciti e sanzionare chi li ha pubblicati.
Infine, il Codice Penale interviene nei casi più gravi: dalla diffamazione a mezzo internet al reato di revenge porn (art. 612-ter c.p.), dallo stalking digitale alle molestie reiterate via social network.
I casi che trattiamo
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Uso non autorizzato dell'immagine
Foto personali pubblicate su siti, social, campagne pubblicitarie o materiali commerciali senza il consenso della persona ritratta.
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Diffamazione online
Affermazioni false e lesive della reputazione pubblicate su social network, forum, siti web o blog, con richiesta di rimozione e risarcimento.
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Revenge porn e contenuti intimi
Diffusione non consensuale di immagini o video intimi. È un reato penale (art. 612-ter c.p.) che consente anche l'azione civile per il risarcimento del danno.
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Tutela dell'immagine dei minori
Pubblicazione di foto di bambini senza il consenso di entrambi i genitori, anche tra ex coniugi o conviventi in conflitto.
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Violazioni della privacy e dei dati personali
Trattamento illecito di dati personali e sensibili, diffusione non autorizzata di informazioni private, violazioni del GDPR. È possibile agire in sede civile per il risarcimento del danno e presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, che può imporre la cessazione del trattamento e irrogare sanzioni amministrative.
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Stalking, molestie e reati digitali
Tag spam, messaggi offensivi reiterati, minacce online, accesso abusivo a account: assistenza legale sia in sede civile che penale.
Situazione urgente? Nei casi di revenge porn o diffusione di contenuti intimi, è fondamentale agire con rapidità per limitare la diffusione dei materiali. Lo studio può richiedere provvedimenti cautelari d'urgenza al tribunale per ottenere la rimozione immediata dei contenuti in tempi molto brevi.
Il consenso all'uso dell'immagine: quando serve e quando non basta
Il consenso all'uso dell'immagine deve essere specifico, informato e libero. Non basta aver posato per una foto in un determinato contesto perché la stessa possa essere usata in qualsiasi modo: il consenso dato per un utilizzo editoriale non autorizza quello commerciale, e viceversa. Il consenso può essere revocato in qualsiasi momento per giusti motivi.
Particolare attenzione merita la pubblicazione di foto di minori. La giurisprudenza recente ha chiarito che entrambi i genitori devono esprimere il consenso, e che il dissenso manifestato anche successivamente alla pubblicazione è pienamente efficace. Chi pubblica foto di un minore nonostante il dissenso dell'altro genitore commette un illecito.
Domande frequenti
Qualcuno ha pubblicato mie foto senza permesso sui social. Cosa posso fare?
Puoi agire su due fronti in parallelo: segnalare il contenuto direttamente alla piattaforma social (che è tenuta a rimuoverlo rapidamente in presenza di una violazione) e inviare una diffida formale alla persona che ha pubblicato le foto, richiedendo la rimozione e il risarcimento del danno. Se la violazione è grave o reiterata, puoi anche sporgere denuncia penale.
Ho subito revenge porn. Devo andare dalla polizia o da un avvocato?
Entrambe le strade sono importanti e complementari. È consigliabile sporgere denuncia penale al più presto (art. 612-ter c.p. prevede la reclusione da 1 a 6 anni), e contestualmente avviare un'azione civile per ottenere la rimozione dei contenuti e il risarcimento del danno. L'avvocato può assisterti in entrambe le sedi e può richiedere provvedimenti d'urgenza per la rimozione immediata dei materiali.
Un'azienda ha usato la mia foto per farsi pubblicità senza chiedermi il permesso. Vale la pena agire?
Sì, spesso vale molto la pena. L'uso commerciale dell'immagine di una persona senza consenso è una delle violazioni più gravi e risarcibili. Il danno comprende il mancato compenso per l'utilizzo commerciale (che può essere anche molto elevato) più i danni non patrimoniali. La diffida in questi casi ha spesso buon esito in via stragiudiziale.
Il mio ex ha pubblicato foto dei nostri figli sui social senza il mio consenso. Posso oppormi?
Sì. La giurisprudenza è chiara: entrambi i genitori devono consentire alla pubblicazione di foto dei figli minori. Il dissenso di uno solo è sufficiente a rendere la pubblicazione illecita, e può essere manifestato anche dopo che le foto sono già state pubblicate, con piena efficacia. L'avvocato può inviare una diffida formale e, se necessario, richiedere al giudice un provvedimento che vieti la prosecuzione del comportamento.