Il Tribunale di Milano ha esaminato un nuovo caso di pubblicazione non autorizzata di una fotografia, tornando sulla distinzione tra fotografie semplici e quelle artistiche. Ha così ribadito un principio consolidato, applicandolo però anche a un'immagine di cronaca.

La vicenda nasce dalla pubblicazione sui social network di un esponente politico di una fotografia relativa al salvataggio di alcuni migranti da parte della Marina Militare italiana. L'autore dello scatto, premiato in un prestigioso concorso internazionale, ha dichiarato di non aver mai autorizzato la diffusione della foto e ha quindi agito in giudizio per ottenere il divieto di utilizzo, la rimozione dai social e il risarcimento del danno.

Per decidere, il Tribunale ha anzitutto ricordato che il nostro ordinamento distingue tra:

a)
fotografie artistiche, caratterizzate da un particolare grado di creatività e tutelate come le altre forme d'arte;
b)
fotografie semplici, cui si applicano i diritti previsti dagli articoli 87 e seguenti della legge sul diritto d'autore;
c)
riproduzioni prive di creatività (come fotografie di scritti, documenti, oggetti o disegni tecnici), che non godono di tutela.

Per distinguere tra opere artistiche e fotografie semplici occorre verificare la presenza di un atto creativo, espressione di un'attività intellettuale prevalente rispetto alla tecnica materiale. Il risultato finale deve quindi trasmettere un messaggio ulteriore rispetto alla semplice riproduzione del reale, offrendo un'interpretazione personale che la renda riconoscibile tra altre simili. L'apporto creativo può emergere dalla valorizzazione di elementi tecnici (inquadratura, prospettiva, luce) o dalla scelta e costruzione del soggetto, purché prevalga il profilo artistico su quello meramente tecnico.

Applicando questi principi alla foto oggetto del giudizio, pur trattandosi di un evento di cronaca su cui il fotografo non aveva potuto intervenire, l'immagine è stata qualificata come artistica perché non riproduceva meccanicamente una scena reale. Infatti, la ripresa aerea e sagittale di un barcone in mare aperto, affollato di migranti che guardano tutti contemporaneamente verso l'obiettivo posto in alto su un elicottero, coglie un particolare della vita reale arricchendolo di capacità tecnica e di forza evocativa del dramma dell'umanità protagonista del fenomeno migratorio.

Alla luce di queste considerazioni, i giudici hanno dichiarato illecita la pubblicazione e riconosciuto al fotografo sia un danno patrimoniale sia un danno morale. Il risarcimento è stato quantificato in 4.500 euro, tenendo conto dei tre giorni di permanenza online dell'immagine e del numero contenuto di follower del politico, oltre al rimborso delle spese legali.

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A cura di
Avv. Gianluca Sciuto
Avvocato esperto in diritto d'autore e della fotografia a Roma. Assiste fotografi, agenzie fotografiche e professionisti dell'immagine in caso di uso non autorizzato di fotografie, contratti di licenza e tutela dei diritti connessi. Contatta lo studio per un primo colloquio riservato.

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