Con l'ordinanza n. 26826 del 6 ottobre 2025 la Suprema Corte ha chiarito che la perdita di un feto a causa di un'errata diagnosi o di un intervento non tempestivo non configura una lesione meramente "potenziale", ma un vero e proprio danno da perdita del rapporto parentale. I futuri genitori instaurano con il nascituro un legame affettivo che si interrompe bruscamente a causa di un errore medico, e tale interruzione merita pieno riconoscimento giuridico.
Il risarcimento deve pertanto essere integrale e non può subire riduzioni per il solo fatto che il rapporto fosse con un feto anziché con un figlio già nato. La Corte ha così ribadito la necessità di riconoscere la dignità del dolore umano senza decurtazioni arbitrarie legate alla mancata nascita.
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